martedì, gennaio 30, 2007

All'edicola della stazione

All'edicola della stazione, la settimana scorsa, mentre sfoglio pigramente alcune riviste.
Arriva trafelata, una signora distinta, giovane, ben vestita.
Rivolgendosi all'edicolante espelle con urgenza la sua richiesta:"scusi potrei avere un biglietto per Mestre?"
L'edicolante interrompe a metà l'azione, e si pietrifica proprio nel gesto di prendere i biglietti.
Tutto, in stazione, sembra arrestarsi. Le pallottole fischiano al rallentatore, le particelle di polvere rimangono sospese nell'aria improvvisamente fattasi di ghiaccio, l'acqua della fontanella cessa il suo scroscio. Nessun rumore penetra questo momento.
Unico. Impercettibile. Un rumore appena avvertibile: i neuroni dell'edicolante che cozzano violentemente tra di loro.
...
...
Finchè, con uno scatto d'orgoglio, l'edicolante, si raddrizza in tutta la sua statura. Gonfia il petto. Inarca le reni. Allunga il collo. Punta il mento verso il cielo. E. con voce stentorea, dopo un'eternità, chiamando a raccolta tutto il coraggio e la combattività dei suoi antenati, esclama:"SIAMO A MESTRE!!!"
...
...
Tutto all'improvviso si è rimesso in moto. I treni hanno ricominciato a marciare, il capostazione ha tirato un fischio quasi di sollievo, un signore sulle scale ha continuato la sua caduta...tutto come prima...solo, la signora?...
Dov'era la signora?
...?...
Piccola, piccolissima, era scivolata sotto il bancone dei giornali, e da lì in basso, con una vocina appena, appena udibile correggeva:"Beh, no...Scusi. Veramente...Intendevo per Venezia".

venerdì, gennaio 19, 2007

Concorsone

Considerato la tristezza che mi suscita il mondo che ci circonda in questi ultimi tempi. Considerato che è difficile. Veramente difficile. Sempre più difficile. Quasi impossibile. Restare perennemente scandalizzati, arrabbiati, indignati, furibondi per lo sfascio, per l'inciviltà, per l'incuria, per il senso civico e di solidarietà rimasti soltanto a colorare vuote celebrazioni. Per le cose piccole. O per le cose grandi. Per chi getta la sigaretta in terra, per chi vuota il portacenere dell'auto al semaforo. per chi si ritiene padrone della strada. Per chi percorre le strade come fosse circondato da avversari in gara contro lui e contro il tempo. Per chi percorre la vita convinto di essere in lotta contro tutto e tutti, per il primato. Per la pochezza dei nostri politici...nostri, intendiamoci nel senso più largo del termine: quelli che ho contribuito ad eleggere, quelli che non ho contribuito ad eleggere...qualunquisticamente, prendendo in mezzo tutti. Per chi reputa la produttività l'unico criterio per giudicare gli esseri umani. Per chi giudica gli esseri umani. Per quelli che si credono dei grandi, e schiacciano chiunque capiti sul loro cammino....va ben....basta così
Ho deciso di rompere il silenzio "stampa" (sono pigro ragasssiii!!!), con quello che ho eletto a imperativo categorico: IL CAZZEGGIO. Mentale, prego (che quello che si vede rappresentato in tv mi fa proprio pena...)

Allora cazzeggio per cazzeggio, lancio un grande concorso "internazionale".

[...] Uno strato di peperoncino rosso, uno strato di fagioli neri, uno strato di riso in bianco, uno strato di tuorlo d'uovo, uno strato di cipolle rosolate, uno strato di merluzzo, e cosi' di seguito sette volte, peperoncini, fagioli, riso, uovo, cipolle, merluzzo, il tutto cosparso di farina di manioca, poi lasciato a lungo sotto la brace (oggi più spesso in forno) [...]
(questo è un frammento della ricetta, inventata dal dittatore di un piccolissimo stato dell'America Latina, piatto nazionale di tale stato)

Se qualcuno è ancora all'ascolto su queste pagine dovrebbe rispondere a cinque difficilissime domande:
1) Il nome del piatto nazionale
2) Il nome dello stato di cui la ricetta è piatto nazionale
3) il nome della capitale dello stato
4) Il nome COMPLETO del dittatore dello stato
5) Il nome del capo dei biografi del dittatore

La scadenza è molto blanda, ma direi che intorno all'inizio di febbraio potrebbe essere sufficiente.
Il premio?
Beh, parliamone.
Io metterei in palio qualcosa di mio...oooohh...chennessò, l'intera mia favolosa collezione di caccole del naso, che raccolgo religiosamente da oltre vent'anni.
Ma immagino che non sia particolarmente appetibile, perciò...parliamone. Il solito disegnino? Se ne può discutere...

Ah, visto che Francesco di Jazzer.it nei giorni scorsi, ricordava la tristezza di vedere la dicitura "0 commenti", non spammate, ma lasciate la traccia del vostro passaggio, chissà che non mi ritorni la voglia di scrivere (o, chissà, magari chiudo definitivamente. Dai, potrebbe diventare un "grande" sondaggio popolare: chiudo, o non chiudo?).

domenica, gennaio 07, 2007

sanita'

Lo scandalo degli ospedali non e’ tale solo per la sporcizia, il degrado delle strutture ma per l’omerta’ che finora ha coperto tutto cio’.
Ripeto a parte lo schifo della situazione oggettiva, fisica quello che piu’ mi indigna e’ il silenzio che finora ha nascosto tutto, allora o chi lavora in queste strutture evidentemente fa parte delle cosiddette categorie protette: sono tutti sordi ciechi e muti o a tutti faceva comodo cosi’ , accettare la situazione e tacere (sto parlando del personale medico, paramedico , dei direttori sanitari ecc. ecc. ).
Nelle aziende private il manager , l’amministratore che non fa bene il suo lavoro viene liquidato velocemente e non viene certamente pagato a peso d’oro agli amministratori di questi ospedali cosa succedera’?
Un’altra domanda pero’ frulla nella mia testolina : gli assessori comunali, provinciali, regionali alla sanita’ in tutto questo un ruolo ce l’hanno o no?
Ah un’altra cosa : la colpa di tutto cio’ e’ anche di noi, dei pazienti, dei cittadini che quando vedono qualcosa che non va se ne stanno zitti, chi e’ che non ha mai subito un torto , una sorta di maltrattamento da parte di un servizio pubblico- chi poi ha protestato per iscritto facendosi sentire, non per ‘’vendicarsi’’ ma per il pensiero ‘’speriamo che non succeda a qualcun altro’’ .
L’idea del bene pubblico e’ lontana migliaia di anni luce dal nostro quotidiano.