mercoledì, ottobre 25, 2006

Scippo?

Scippo, o citazione distratta?

Boh, non so se arrabbiarmi o esserne orgoglioso.
Ogni tanto per fare una cosa stupidina, stupidina, provo a scrivere su Google una parola a caso contenuta nel sito o nel blog, cosi' per vedere soltanto l'effetto che fa.
'Stasera ho provato con l'opzione di ricerca di immagini, scrivendo la parola "nonepossibile".
Naturalmente come risultati sono uscite per la maggioranza immaginine contenute nel sito nonepossibile.it.
Ma a un certo punto mi accorgo che il ritratto di una cellulina grigia di Francesco Rutelli, disegnata a matita, che si domanda se e' sola al mondo...da ma fedelmente riprodotta dal modello reale qualche tempo fa, e da me pubblicata in questo blog, non ricordo piu' quando (e la pigrizia mi vieta categoricamente di andarla a cercare - la si puo' trovare comunque all'indirizzo www.nonepossibile.it/blog/cellulagrigia.jpg), nel rimandare al contesto originale Google invia a tutt'altro indirizzo. Guardo per curiosita', e scopro che si tratta di un'altro blog...hanno usato la mia vignetta, cosi' senza alcuna citazione...
Boh!?
Mi incazzo?
Faccio finta di non aver visto?
Ne sono lusingato?
... Probabilmente faro' finta di niente, ma non so...
 
 

martedì, ottobre 24, 2006

L'autista di autoblu'

Questioni d'idiomi - 2

Mattina, facce e occhi gonfi di sonno, lingue impastate, sinapsi aggrovigliate.
Salgo in autobus e siedo come di consueto tra i primi posti: sebbene abbia sempre proclamato a gran voce di non soffrire il mal d'auto (tranne che da piccolino), ora, grazie, complice la guida "sportiva" degli autisti dell'Azienda Trasporti del Veneto Orientale, mi sto ricredendo.
Salgo, dicevo.
Mi siedo. Guardandomi attorno scorgo facce ormai note.
E anche oggi c'e'.
Ieri non c'era. Sembra, per un po' d'indisposizione.
...ma come, "di chi sto parlando"?
Ma dell'autista di autoblu', naturalmente. Lo dice anche il titolo!
Non che sia necessario guardarsi bene attorno per notare la sua presenza: alto un metro e settantatre' circa; per novanta, novantacinq...cento chilogrammi di peso; sempre seduto nel posto accanto all'autista...ma altro lo rende inconfondibile, anche a occhi chiusi.
Sveglio probabilmente da ore, non manca mai di elargire ai quattro venti perle di saggezza e aneddoti di vita.
La voce, "the voiss": questo lo rende sicuramente inconfondibile.
Ciotoli di fiume, carta vetrata , rombo di tuono, turboelica al decollo, nessuna metafora mi sembra sufficiente a descriverla.
Una specie di Tom Waits,padano, piu' lirico, piu' baritonale.
Un volume da comizio in piazza.
Sarebbe impossibile non prestarvi attenzione.
Distribuisce con generosita' le sue sentenze e la sua "carica di umanita'", o almeno, cosi' mi e' parso di capire, a giudicare dall'interloquire degli altri passeggeri.
Per due mattine ho provato, non visto, anche a registrare una di queste "conversazioni", per poterla riascoltare a casa, con comodo nel pomeriggio.
Questa la fedele trascrizione di un brano preso a caso:
"AULIULIOLA, ADIGOIULIOAIUIONZOLEIOMISIOLO IULIU A GAHGNA IAULOIULA ZIE MESI IAULOIULA NZOLEIOEIOMISIIAULOIULA A BOTA IOMISIIAULOIULA, PREPARA L'ATREZO NZOLEIOEIOMISIIAULOIULA IAULOIULA ZINQUE CUINTAI...."
.......
...
Sto studiando. Giuro, sto studiando, mi impegno, ce la sto mettendo tutta, ma ancora, dopo mesi di esercizio, lo ZWAILI mi e' piu' familiare.
 
 

lunedì, ottobre 23, 2006

Questioni di idiomi

Primi contatti con gli autoctoni.
L'uomo del gas.
Dopo una serie di disavventure che meritano una trattazione a parte, arriva il giorno in cui "l'uomo del gas" fa la sua apparizione per installare il contatore.

Mattina, io al lavoro, nessuno a casa.
Nonostante mi avesse chiamato per avvertirmi della sua venuta soltanto 15 minuti prima dell'appuntamento fissato (del quale non ero a conoscenza...), e io contemporaneamente distassi almeno 45 minuti dal luogo del delitto, in qualche modo fui in grado di entrare in contatto col soggetto.
Dopo i saluti di rito, mi chiese per quale appartamento dovesse installare l'apparecchiatura...la risposta, naturalmente, non poteva essere "Per il mio!": TROPPO SEMPLICE.
Io avevo appena attivato il contratto Enel, percio' forte di questa esperienza gli comunicai le referenze dell'appartamento in base agli elementi a mia disposizione.
Non convinto di quanto io gli avessi detto, monto' ben due contatori, prima di accorgersi di aver sbagliato palazzina (o meglio, il gruppo di tubature sul quale stava lavorando andavano ad un'altro complesso abitativo).
Allora prima di installare il terzo contatore volle sincerarsi che io non fossi un visionario e non avessi fatto apposta a confondere le acque per ingannarlo.
Giunti fin sul pianerottolo, continuava a insistere che fossi io a sbagliarmi e che non poteva essere che il mio appartamento fosse quello nel quale stavamo entrando (e in cui avevo appena finito di montare i mobili della cucina)...

...e fu allora... che scendendo le scale mi rivolse una frase in un idioma sconosciuto:

MAKKITTA
DITATTI'
KELEL
DO'


Il tutto pronunciato in poco meno di un secondo.
Dovetti farmela ripetere almeno una decina di volte, perfino fingendo che "sa, il rimbombo delle scale...il raffreddore...l'eta' che avanza".
Niente.
Continuava a pronunciare la frase sempre piu' velocemente, finche' tutt'aduntratto non comprese da solo il mio imbarazzo e magicamente pronuncio' in quasi-italiano, lentamente, la sua richiesta.
Poi da li' in avanti fu tutto un cammino in discesa: l'uomo del gas monto' l'apparecchio, il gas fuoriusciva beatamente dai tubi, saluti e baci e io tornai felicemente al lavoro.

Questo episodio mi ha fatto capire ancor di piu' l'importanza di conoscere le lingue: ora comprendo un poco di inglese, un poco di spagnolo, qualcosina di francese, ma soltanto se parlano lentamente, e se non vogliono far gli stronzetti, ma cosa piu' importante, sto studiando intensamente, purtroppo ancora con scarsi risultati, il sandonatese...tanto che forse l'anno prossimo prenderemo una ragazza alla pari per fare esercizio con l'idioma.

Impedimenta

L'urgenza di scrivere e raccontare delle tempeste neuronali che avvengono nei ristretti spazi siderali della mia scatola cranica, mal si armonizzano con l'istinto alla sopravvivenza e alla conservazione della specie, unite alla mia capacita' di amministrare l'utilizzo delle potenzialita' creative, al fine di non esaurire le forze contrastanti della pulsione declaratoria e altresi' del continuum cronale.

E', peraltro, assolutamente ineludibile il vigore e la pregnanza dell'eredita' culturale e della sapienza degli insegnamenti dei nostri padri, che tanto ci fanno esclamare, accompagnati da calde lacrime di gioia mista a commozione:"EVVIVA, EVVIVA L'OLIO D'OLIVA".

E detto questo, credo di aver detto tutto.

NB Sulla volanica vettoriale torneremo in un'altra occasione.

giovedì, ottobre 05, 2006

Questioni di pendolarismi

Ore 8 meno 10 di una caliginosa alba, interno notte (si dice sempre cosi' mi pare).

In autobus, ho appena finito un romanzo di Joe R. Lansdale, e mi rendo conto che il fastidioso, continuo, brusio che ho percepito attraverso i miei recettori periferici, altro non era che il parlare sommesso, a bassa voce, del mio vicino di poltrona.
Dall'altra parte del corridoio centrale, intendo.
E mi rendo conto che non ha smesso un solo attimo di sussurrare al microfono dell'auricolare da quando siamo partiti.
Ora siamo quasi arrivati a Mestre, quindi possiamo calcolare una buona mezz'ora.
...
Era il "magnifico esemplare maschio di Homo Sapiens valigettae XXIV horae dotatus", ovverossia: LOSTUPENDOMANAGERDISUCCESSO.

E a questo punto si rende necessaria una parentesi:
Lo stupendo manager di successo...e' bello, abbronzato (no, non lampadato, ma dal colore tipico del mar dei Caraibi, o di altri paradisi naturali), alto, brizzolato al punto giusto, senza un capello fuori posto, voce calda, sensuale (?) e avvolgente, parlare calmo, senza inflessioni dialettali (ad esclusione di un leggero ricordo del clima milanese), occhiale scuro firmato, pantalone...firmato, camicia firmata, cravatta...firmata, mutanda...rigorosamente firmata...ha rigorosamente la fede al dito: probabilmente a casa ha lasciato una avvenente moglie, bionda, chirurgicamente perfetta, trucco tatuato gia' all'alba...

...Beh, vuoi vedere che lo str***o sta parlando con l'amante.(?!)

Allora visto che non ho altro da fare, mi sorbisco tutta una serie di ridacchiamenti, di sussurri, di piccoli motteggi da 'sta voce che sembra fatta apposta per corteggiare...

Resisto esattamente due minuti e venticinque secondi.
Poi realizzo che al 99% e' al telefono con l'amante.
Percio', cuffiette dentro i padiglioni auricolari e musica a manetta per coprire i mugugni.

Ma si potra' essere piu' imb*******lli?

mercoledì, ottobre 04, 2006

Effetti collaterali

Ora, quanto mai potra' essere ampia la superficie di una bicicletta vista dall'alto, parcheggiata sul porta-biciclette?...
Chesso', qualche decina di centimetri quadrati?
Poco, comunque.

E allora brutto volatile dimmerda che vai scagazzando per il cielo, proprio sulla sella della mia bici devi esercitare la tua mira prodigiosa?