Scuola alternativa
La polemica di questi giorni verte su una circolare di un preside che vieta l'uso dei pantaloni a vita bassa in scuola.Premesso che la scuola si sta pian piano sostituendo dell'educazione dei figli, vista l'assenza lavorativa dei genitori, la scuola è il luogo preposto per imparare, studiare e non per fare sfoggio delle nuove mode o mettere in competizione i ragazzi per chi ha il nuovissimo paio di pantaloni firmati! Si sta perdendo tempo per valutare se è opportuno che siano o meno concessi questi pantaloni: non se ne dovrebbe neanche parlare, non fa parte della didattica!
La più antica democrazia europea (l'Inghilterra) e l'ultima tra le repubbliche che chiedono di entrare in Europa (la Turchia) adottano le uniformi, diverse da scuola a scuola.
Tutti uguali, le distinzioni sociali visibili sono annullate e tutti che si mettono in competizione per l'unica cosa che li può rendere diversi: lo studio!




2 Commenti:
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L'equità sociale penso sia uno dei principi fondamentali, ma...non sarà che in Italia riusciremmo a copiare male anche questi esempi?
Mi ricordo che una ottantina di anni fa (si sempre in quel periodo) si usavano le uniformi per andare a scuola, la figura de "la giovine italiana" o del "balilla" sono state immortalate in immagini famose e in canzoni che forse i nostalgici canticchiano ancora facendosi la barba alla mattina...
Non sarà, magari, che da noi riusciremmo a far si che la divisa sia obbligatoria per poter frequentare le scuole (e che senza di essa non si possa andare a lezione), ma che soltanto alcuni se la possano permettere?
Credo che in definitiva, però, tu abbia ragione quando dici che la scuola non deve occuparsi di moda...
...ma, chi lo farà capire a insegnanti, dirigenti scolastici, sottosegretari, ministri e ciciomberi vari, che a scuola si deve insegnare?
Oaic
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